18/10/2021

Ipotesi di RIFORMA CATASTO: cosa prevede?

Il mese di ottobre si è aperto con una novità: una possibile riforma del catasto. Nulla di nuovo diranno alcuni: in effetti, da un po’ di anni, si discute della possibilità di intervenire sui rilevamenti delle proprietà immobiliari.

Tuttavia, il presidente Mario Draghi ha ripreso questo discorso suscitando non poche preoccupazioni da parte dei proprietari di immobili. Il timore è quello di vedere le proprie tasse da pagare lievitare a seguito delle valutazioni degli edifici.

PERCHE’ AVANZARE LA PROPOSTA DI RIFORMA DEL CATASTO?

L’idea di intervenire sul catasto nasce dalla necessità di scovare “gli immobili fantasma” sconosciuti al fisco e proseguire nella lotta contro l’evasione fiscale. A costo di aumentare le tasse e di portare effetti sull’intero mercato immobiliare, il Governo sembra propendere per un intervento drastico sulle rendite e i moltiplicatori.

Mario Draghi ha tranquillizzato i proprietari e chi sta cercando la sua prima casa: non ci saranno aumenti di tasse. Non tutti al Governo pensano che le imposte non verranno toccate: infatti, è impossibile che un intervento sui valori catastali non abbia effetti anche sulla tassazione e sul costo degli immobili nuovi.

Si tratta quindi di una manovra estremamente delicata che potrebbe avere non poche conseguenze sul mercato immobiliare. Tuttavia, Mario Draghi ha insistito dicendo che servisse tempo per attuare questo intervento. Al momento, quindi, non cambierebbe nulla.

CI SARA’ MAI UNA RIFORMA DEL CATASTO?

In Italia ci sono circa 1,2 milioni di edifici ancora sconosciuti al catasto e al fisco. La speranza di chi si dice favorevole a questa riforma è quella di vedere le tasse sulle case abbassarsi e così anche quelle sui nuovi edifici da comprare.

Dal 2014 si spera in una vera e propria riforma del catasto che, tuttavia, sembra tardare ad arrivare. La prima volta, con Matteo Renzi alla presidenza, la manovra di riclassificazione degli immobili era fallita di fronte alla richiesta di sostituzione dei vani con i metri quadri.

Il secondo tentativo è avvenuto nel 2017 con la proposta di riqualificazione del patrimonio edilizio. Le discussioni si sono protratte nel 2019, quando il Governo, per evitare una variazione nel gettito, ha ritirato la proposta di riforma del catasto.

TRA PRESENTE E FUTURO

Attualmente l’Agenzia delle Entrate per contrastare il fenomeno degli immobili mai dichiarati individua le case fantasma mediante la sovrapposizione delle mappe catastali con le mappe satellitari.
Ai sensi del D.L. 78/2010 gli attribuisce una rendita presunta e contestualmente inoltra l’avviso di accertamento al contribuente che viene messo a conoscenza di detta irregolarità e gli vengono notificati oneri e sanzioni da pagare.

Una volta accertato l’obbligo di accatastare l’immobile, è necessario incaricare un tecnico (geometra, architetto o ingegnere) che dovrà presentare la pratica catastale al catasto terreni tramite PREGEO e al catasto fabbricati mediante la procedura DOCFA.

Cosa ci dovremmo aspettare questa? La speranza di tutti è quella di trovare un equilibrio tra l’individuazione degli immobili fantasma e il contenimento delle imposte sulle case.
La strada è ancora lunga e attendiamo aggiornamenti.

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